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Agente Immobiliare e diritto alla provvigione

Agente Immobiliare e diritto alla provvigione

Agente immobiliare e diritto alla provvigione: Lotta all’abusivismo.

Non tutti sanno che chi svolge la professione di agente immobiliare deve possedere una serie di requisiti, seguire un corso di formazione, sostenere un esame presso la locale Camera di Commercio ed iscriversi al Registro delle Imprese presso la Camera di Commercio.

L’iscrizione alla Camera di Commercio è legata alla sede dell’attività, in caso di società, e alla residenza, in caso di ditta individuale, ma si possono comunque seguire affari su tutto il territorio nazionale.

Essere potenzialmente abilitati all’esercizio, ma non essere iscritti presso il suddetto Registro delle Imprese comporta l’irrogazione di sanzioni (anche penali) nel caso di esercizio abusivo.

Anche per le così dette mediazioni occasionali (massimo sessanta giorni l’anno) è necessario il possesso dei requisiti ed una preventiva  segnalazione dell’attività alla Camera di Commercio di competenza.

Quando sorge quindi il diritto dell’agente Immobiliare a vedersi riconosciuta la provvigione di intermediazione?

  1. L’art. 1755 del codice civile, al primo comma recita:   “il mediatore ha diritto alla provvigione da ciascuna delle parti, se l’affare è concluso per effetto del suo intervento”.
  2. La Corte di Cassazione, che si è pronunciata spesso sul concetto di conclusione dell’affare, è ormai orientata nell’affermare che “per conclusione dell’affare deve intendersi il compimento di un’operazione di natura economica generatrice di un rapporto obbligatorio tra le parti, di un atto cioè in virtù del quale sia costituito un vincolo che dia diritto di agire per l’adempimento dei patti stipulati o, in difetto, per il risarcimento del danno”. Cassazione  30/11/2015 n. 24399.
  3. Inoltre: ai sensi dell’art. 6, primo comma, della legge n. 39/1989, infatti, “hanno diritto alla provvigione soltanto coloro che sono iscritti nei ruoli”.

Con l’avvenuta abrogazione dei così detti “ruoli“, tale riferimento deve intendersi sostituito da quello al Registro delle Imprese o al R.E.A. (cfr. art. 73 d.lgs n. 73 del 2010).

Da sapere, inoltre, che essere sanzionati per tre volte in relazione all’esercizio abusivo dell’attività di mediatore comporta la segnalazione alla Procura della Repubblica per esercizio abusivo dell’attività ai sensi dell’art. 348 del codice penale.

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