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Che mutuo conviene: Fisso o variabile?

Che mutuo conviene: Fisso o variabile?

Guida al mutuo. Capire come scegliere il prodotto più adatto.

Che mutuo conviene, Fisso o Variabile? Orientarsi tra le diverse offerte di mutuo esistenti sul mercato (tasso fisso, tasso variabile, tasso misto, mutuo con cap, etc.) non molto semplice.

Attualmente sul mercato ci sono mutui di tutti i tipi, vediamo qui i principali per capire meglio che mutuo conviene secondo le esigenze personali:

  • mutuo a tasso variabile, è il normale mutuo in cui gli interessi sono agganciati a parametri che variano nel tempo come l’Euribor a 3, o 6 mesi, tasso BCE e ad altri ancora; il tasso potrà aumentare o diminuire nel tempo a seconda dell’andamento dei riferimento applicato;
  • mutuo a tasso fisso, in questo caso la rata stabilita al momento della stipula (solitamente l’Euribor a 3 mesi, o 6 mesi o il Tasso BCE) rimane costante nel corso di tutti gli anni di mutuo, a prescindere dall’andamento dei tassi. Tale garanzia nel tempo viene però pagata con un tasso solitamente più alto di quelli variabili;
  • i mutui con cap, il tasso è variabile ma con interessi un po’ più alti del variabile puro poiché offre la garanzia che il tasso non possa crescere sopra una certa soglia massima;
  • mutui a tasso misto che offrono la possibilità, dopo un certo numero di anni, di scegliere se passare dal variabile al fisso o viceversa a sua richiesta;
  • mutui a tasso bilanciato, che combinano il tasso fisso ed il tasso variabile offrendo la possibilità di strutturare l’importo complessivo tra le due modalità di calcolo degli interessi, quasi come se si trattasse di due mutui distinti;
  • mutuo risparmio, si tratta di un mutuo che può essere sia a tasso fisso che variabile e che offre la possibilità di abbattere gli interessi tenendo delle somme depositate, non vincolate, sul proprio conto corrente presso la banca erogante;
  • rata costante e durata variabile, si tratta di un mutuo a tasso variabile con l’importo della rata che rimane costante nel tempo; quella che cambia è la durata originaria del mutuo che può accorciarsi o aumentare a seconda variazioni dei tassi del mercato.  Di solito però vengono concordate anche una durata massima e una minima del piano di rimborso.

Ai tassi indicati, si deve tenere presente che viene aggiunto dalle banche uno “spread” percentuale, che rappresenta il guadagno dell’Istituto stesso e che aumenta il costo del mutuo.

Tasso variabile

Di fronte a questa eterogenea offerta di mutui presenti sul mercato e il suo attuale andamento la scelta che sembra essere più conveniente è quella del tasso variabile, che offre interessi più bassi permettendo di cogliere benefici economici significativi nei primi anni di mutuo durante i quali si pagano la maggior parte degli interessi e lascia comunque aperta la strada, in caso di forte rialzo alla rinegoziazione con la banca mutuante o alla surroga con un altro istituto.

Per surroga si intende la portabilità del mutuo, ovvero il passaggio del proprio mutuo a un altro istituto che offre condizioni più vantaggiose. La banca erogatrice del mutuo originario è obbligata a concedere la surroga del mutuo senza opporsi o creare impedimenti in modo completamente gratuito.

Tasso fisso

A seconda dell’andamento del mercato e dell’economia in genere può essere interessante preferire il tasso fisso, soprattutto per i mutui a lunga scadenza, che garantisce una maggiore stabilità e certezze future. Nell’ultimo anno gli interessi del mutuo a tasso fisso si sono talmente abbassati da far diventare questa scelta conveniente rispetto al tasso variabile e il 65% ca. dei mutui richiesti dalle famiglie italiane sono risultati essere a tasso fisso. Ovviamente anche in questo caso c’è sempre la possibilità di surroga del proprio mutuo a un altro istituto.

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