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Inquilino Moroso e Tasse

Inquilino Moroso e Tasse

Inquilino moroso e tasse: devo pagare ugualmente le tasse sui canoni non riscossi?

Inquilino moroso e tasse: le differenze degli effetti tra i vari contratti di locazione!

Non è possibile evitare il pagamento delle tasse a fronte di mancato incasso dei canoni di locazione anche se con delle differenze tra contratti di locazione abitativa e quelli commerciali.

“I redditi fondiari concorrono, indipendentemente dal loro incasso, a formare il reddito complessivo dei soggetti che possiedono gli immobili.  Requisito che rileva ai fini della tassazione è dunque la proprietà dell’immobile.” – Articolo 26, comma 1, del TUIR

L’effettivo incasso del canone non è pertanto il requisito di imponibilità ai fini Irpef.
Con il contratto di locazione anche i canoni  non incassati contribuiscono a formare comunque la base imponibile per il pagamento delle tasse.  L’obbligo decade solo in caso di cessazione della locazione (per risoluzione consensuale o giudiziaria) e la tassazione della proprietà sarà calcolata sulla base della rendita catastale.

1) Inquilino moroso e tasse:   per gli immobili ad uso abitativo.

l’Agenzia delle Entrate, per gli immobili ad uso abitativo, prevede che solo dal momento della conclusione del procedimento di convalida di sfratto per morosità del conduttore, i canoni non incassati non concorrono a formare il reddito imponibile.
Solo in questo caso i canoni non riscossi non devono essere dichiarati nella dichiarazione dei redditi. Qualora il giudice abbia confermato la morosità dell’inquilino anche per i periodi fiscali precedenti, al locatore è riconosciuto un credito di imposta pari alle imposte versate sui canoni scaduti e non percepiti.

Circolare n. 11/E del 21/05/2014 Agenzia delle Entrate: il proprietario non è esonerato dall’obbligo di pagare le tasse sui canoni di locazione non percepiti. Confermato dalla Corte di Cassazione con la sentenza n. 11158 del 10.05.2013.

2) Inquilino Moroso e Tasse: per gli immobili ad uso commerciale o non abitativo

Per questo tipo di contratti il canone, ancorché non percepito, va comunque dichiarato, come da contratto di locazione fino a quando non interviene una causa di risoluzione del contratto stesso.
In questo caso le imposte pagate sui canoni dichiarati ma non riscossi, non potranno essere recuperate.

La Corte Costituzionale ha ritenuto legittimo questo modo di operare del fisco, perché il locatore in questi casi può utilizzare diversi strumenti per risolvere il contratto in caso di inadempimento del conduttore:

– la clausola risolutiva espressa ex art. 1456 del codice civile,

– la risoluzione ex art. 1454,

– l’azione di convalida di sfratto ex artt. 657 e seguenti del codice di procedura civile,

– richiedere la regola generale di calcolo del reddito fondiario basata sulla rendita catastale.

 

 

 

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