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Le case dei tre porcellini

Le case dei tre porcellini

Piccola storia dell’evoluzione dell’abitare

Con il capitolo Le case dei Tre Porcellini lo storico e critico d’architettura Luca Molinari ha scritto un libro intitolato Le case che siamo in cui spiega l’evoluzione delle case nel tempo.

Il libro racconta molte case famose, da quelle della fiaba dei Tre Porcellini a ……..

Qui è estratto il  capitolo che parla de Le Case dei Tre Porcellini:

C’erano una volta tre porcellini che vivevano con i genitori. Un giorno la madre li chiamò e disse: “Siete troppo grandi per rimanere ancora qui. Andate a costruirvi la vostra casa”.  Prima di andarsene, li avvisò di non fare entrare il Lupo: “Vi prenderebbe per mangiarvi!” E così i tre porcellini se ne andarono. Presto la strada si divise in tre e ognuno prese una direzione diversa.

Sul suo percorso il Porcellino Piccolo incontrò un uomo che portava della paglia. “Per piacere, dammi un po’ di paglia!” disse. “Voglio costruirmi una casa”.  In poco tempo costruì́ la sua abitazione e pensò di essere in salvo dal Lupo. La casa non era molto bella e nemmeno fatta bene, ma a lui piaceva.

Gli altri due porcellini intanto proseguivano ognuno per la propria strada e presto il Porcellino Medio incontrò un contadino che portava della legna. “Costruirò̀ la mia casa con il legno perché́ è più resistente della paglia,” disse il Porcellino Medio che lavorò duramente tutto il giorno per realizzarla. “Adesso il Lupo non mi prenderà̀ e non mi mangerà̀,” concluse.

Il Porcellino Grande invece incontrò un uomo che trasportava mattoni. “Per piacere, dammi un po’ di mattoni,” gli chiese. “Voglio costruirmi una casa”.
Il Porcellino Grande ringraziò il signore e si mise subito all’opera. Lavorò sodo e una volta finita la sua casa esclamò: “Che bella, e com’è solida! Qui dentro il Lupo non potrà̀ prendermi!”

Il giorno dopo il Lupo arrivò alla casetta di paglia: “Porcellino, porcellino, fammi entrare,” gridò il Lupo.
Ma il Porcellino Piccolo non aveva intenzione di aprire la porta. Allora il Lupo cominciò a soffiare stizzito, buttò giù la casetta e lo divorò.
Il giorno seguente il Lupo andò a casa del Porcellino Medio e bussò anche alla sua porta. “Chi è?” chiese il Porcellino Medio.
“Tuo fratello,” rispose il Lupo.
Ma il Porcellino Medio sapeva che non si trattava di nessuno dei suoi due fratelli e non aprí.
Il Lupo allora prese i fiammiferi e diede fuoco alla casa che bruciò tutta.
La casa di legno crollò e il Lupo si mangiò il porcellino.
Il giorno dopo ancora il Lupo andò̀ alla casa di mattoni e gridò: “Porcellino, porcellino, fammi entrare!” Ma il Porcellino Grande rispose: “No, non ti farò entrare!” Poi improvvisamente sentì bussare di nuovo alla porta.
“Apri la porta e vedrai chi sono!” disse il Lupo con una vocetta. Quindi cominciò a soffiare ma la casa non si mosse di un millimetro. Poi provò con il fuoco ma non riuscì ad appiccarlo.
Il Lupo era furibondo! Gridava: “Porcellino, porcellino, scenderò per il camino e ti mangerò̀!” Dentro c’era una grossa pentola sopra il fuoco acceso. L’acqua stava per bollire. Il Lupo si calò dal camino.
Siccome non c’era il coperchio, il Lupo ruzzolò dentro la pentola e finì nell’acqua bollente.
E questa è la fine del lupo cattivo e della storia dei tre piccoli porcellini”.

La favola dei tre porcellini è uno dei racconti di architettura più esemplari che si conoscano ed è insieme metafora delle virtù borghesi del buon costruire.
Solida, razionale, realizzata con avvedutezza, resistente al tempo e ai capricci delle intemperie, la casa del Porcellino Grande è il prototipo elementare della villetta borghese.

“Con l’inizio dell’Ottocento la casa passa dalla capanna in paglia del Porcellino Piccolo – fragile e povera nei materiali – alla casa in legno del Porcellino Medio – ricordo delle case in balloon-frame della prateria americana –, fino alla villetta in pietra del Porcellino Grande, coronamento del sogno piccolo-borghese della “casa per sempre”. 

Ogni casetta è a immagine e somiglianza del suo padrone e dei suoi voleri. Ogni giardino, veranda, cancello, decorazione, scelta di colore e linguaggio, viene comandato unicamente dall’interno, dagli occhi, dalle mani e dai desideri dei proprietari.

 

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