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Vendere l’usufrutto. Quando si può e come.

Vendere l’usufrutto. Quando si può e come.

Vendere l’usufrutto è una ulteriore possibilità del proprietario di monetizzare il suo immobile dopo aver venduto la nuda proprietà.

Con la vendita della nuda proprietà  si conserva il godimento dell’uso di un immobile a cui si avrà diritto fino allo scadere del termine stabilito o vita natural durante. La legge consente anche la “cessione” dell’usufrutto, cioè il trasferimento di questo diritto reale di godimento ad altra persona. 

Quando può essere ceduto l’usufrutto?

Con il termine “cessione” si deve intendere non solamente la vendita dell’usufrutto ma anche il trasferimento a qualsiasi titolo di tale diritto da una persona ad un’altra con la sola esclusione del testamento ossia, il diritto di usufrutto non può essere oggetto di successione.

La vendita dell’usufrutto è regolata dall’art. 980 del codice civile che prescrive anche che la cessione è consentita se non è esclusa dal titolo costitutivo del diritto di usufrutto.

Vendere l’usufrutto:

  1. – per un certo tempo (con una scadenza prestabilita);
  2. – per tutta la sua durata (ossia vita natural durante);
  3. – a favore di persone fisiche e non può eccedere la durata della vita dell’usufruttuario.     Teniamo presente che se Tizio cede l’usufrutto sua vita natural durante a Caio questi avrà il diritto di godere del bene fino alla morte del primo usufruttuario;
  4. – a favore di persone giuridiche e non può eccedere trent’anni.

Quali sono i rapporti tra le parti nel caso di cessione dell’usufrutto?

La vendita dell’usufrutto, o la sua cessione, deve essere “notificata” al nudo proprietario e se questo non avviene l’usufruttuario (originario) rimane  obbligato in solido insieme al nuovo usufruttuario verso il proprietario (esempio: le spese di manutenzione ordinaria e di condominio che spettano all’usufruttuario.

La vendita dell’usufrutto, o la sua cessione, non può essere fatta verso il nudo proprietario in quanto si tratterebbe di estinzione (art. 1014 c.c.) per rinuncia e questa può essere a titolo gratuito o anche a titolo oneroso con il pagamento di un prezzo.

La cessione del diritto di usufrutto può essere a titolo gratuito oppure dietro corrispettivo in denaro.

La cessione del diritto di usufrutto deve essere fatta per scrittura privata o per atto pubblico, a pena di nullità, e perché possa essere opponibile a terzi deve essere resa “pubblica” mediante la trascrizione nei registri immobiliari; da fare tramite il notaio che ne autentica la scrittura privata o che redige direttamente l’atto.

Il diritto di usufrutto può anche essere ipotecato, ma alla sua estinzione si estingue anche l’ipoteca; al contrario, l’ipoteca iscritta sulla nuda proprietà al venire meno dell’usufrutto, si estende sull’intero immobile.

Se stai pensando di vendere la nuda proprietà della tua casa chiamaci  e potremo e potremo essere utili con la strategia operativa e commerciale adatta alle tue esigenze per vendere meglio e più velocemente.

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